Tempo e Terra

Tempo, Tradizioni e Terra di un piccolo paese veneto.

giovedì, aprile 29, 2004
Una settimana senza update, ma del resto non è che ci sia molto da dire, ho seminato fagioli. Di quelli nani, visto che quelli rampicanti richiedono più lavoro: bisogna avere un numero elevato di frasche, ovveri i pali di sostegno, portarli a casa e preparali. Se durante l'inverno si fa legna questa operazione non comporta tanto fastidio, ma dato che in questi ultimi anni non sto tagliando più legna, lascio stare. Un'altra soluzione è quella di utilizzare una rete di plastica attraverso cui i fagioli si arrampicano. Ma anche questa soluzione è piuttosto laboriosa, perchè i pali di sostegno devono essere piuttosto grossi, e poi bisogna perdere un sacco di tempo a fine stagione per ripulire la rete da tutti i residui secchi (se si vuole riutilizzarla ovviamente). Quindi ho deciso per il momento di seminare fagioli nani, rendono di meno, ma mi portano via molto meno tempo. Lo stesso dicasi per le tegoline, anzi, le tegoline nane sembra che siano più resistenti agli attacchi degli afidi (peoci).

Poi cos'altro ho seminato... ah i ravanelli, si giusto, e aspetto la luna calante per il basilico.

Nel frattempo le patate ne campo sono già quasi tutte nate, hanno fatto presto quest'anno, sebbene abbia fatto freddo fino a tardi.

Bhe, per chiudere una foto di una pezza di formaggio che sto stagionando, peccato che non possiate sentirne il profumo :).



 
giovedì, aprile 22, 2004
Finalmente qualche bella giornata, e così ieri ho potuto lavorare sull'orto fino alle tarda serata. Ho fatto anche una foto all'isalata, che quest'anno è bella a discapito del tempaccio che ha fatto.

L'insalata è l'unica cosa che coltivo in serra, giusto per avere un pò di verdura fresca ad inizio stagione. Per tutto il resto seguo la natura, e raccolgo quello che la stagione dà: d'estate ci sono i pompodori, peperoni, melanzane, zucchine etc. etc, d'inverno ci sono le rape, i capucci (bhe ci sono anche d'estate), le verze, i broccoli, i cavolfiori, il radicchio etc. etc. La natura è molto generosa, e in ogni periodo dell'anno la terra da qualcosa, basta saper aspettare.

Tornando a casa sono poi passato a guardare a che punto sono i piselli, e che ti trovo? Molti sono stati mangiati..le talpe, o i topi capagnoli si divertono a scavare proprio lungo la fila di semina e a mangarsi le sementi...Sigh..vabbè anche loro dovranno mangiare. Ora sulle buche vuote metterò giù dei fagioli.



 
mercoledì, aprile 21, 2004
Finalmente oggi una bella giornata, che riscalda e che aiuterà i piselli a gonfiarsi d'acqua e a germogliare. Ieri sera ho aperto la serra dell'insalata, altrimenti oggi con questo sole probabilmente l'avrei fatta lessa.

Sono uscite anche le rane, e ieri notte era tutto un gracidare: mi sono fermato ad ascoltarle per un pò sul balcone.

Ah faccio una appendice al post che ho fatto su voglia di terra riguardo ai cittadini che si vogliono trasferire in campagna. Credo che abbia dell'incredibile, e mi da molto da pensare: una casa vicino a dove abito ha un piccolo giardino, ma non un giardino con fiori, erba e tutto il resto, ma un semplice e sterile verde di un prato sintetico. Questa persona, che non conosco (per fortuna), ha preferito estirpare il prato esistente e sostituirlo con uno finto...bhe poteva farci una bella gettata di cemento già che c'era...ecco la gente con cui si ha a che fare..e poi ci lamentiamo che il mondo va male?



 
lunedì, aprile 19, 2004
Stanotte ho fatto un pò di yogurt, però ho un pò esagerato nella quantità di latte che ho preso dal contadino: dieci litri, un pò per colazione, un pò per il budino, però tanti litri sono ancora in frigo, quindi credo stasera farò un pò di tosella, e domani la mangierò fatta alla piastra.

Fuori piove e tuoneggia... quest'anno non ho nemmeno sentito da che parte è iniziato il tuono, perchè nella tradizione ton banda matina, poeta sua ramina, ton banda sera, poenta sua caliera, ossia tuono da levante si fa la poleta nella ramina (una piccola pentola di rame), tuono da ponente si fa la polenta nella caliera. Il significato è semplice: nel primo caso si farà poco raccolto, mentre nel secondo questo sarà abbondante.

Un'altro detto riguardo ai tuoni e fulimini è il seguente: ton a genaro vendi e vache e tienghene un paro, cioè se il a genniao si sentono tuoni, vendi pure tutte le tue mucche eccetto due, tanto il raccolto sarà così scarso che non potrai mantenerle. Per esempio, l'anno scorso tale detto ci visto giusto, vista la siccità che c'è stata.



 
mercoledì, aprile 14, 2004
Feste di pasqua finite, passate all'insegna del guardare la pioggia e le montagne che si coprono e si scoprono di neve, per fortuna sono riuscito a seminare le cipolle: bianche (quelle estive), viola, e le rosse (quelle invernali).

Diciamo pure che queste feste di pasqua non sono andate gran chè: le focaccie non sono venute buone, e nemmeno le uova si sono colorate a dovere.
Infatti il lunedì di pasqua si è soliti colorare le uova di gallina con diversi colori *naturali*: i fondi di caffe le fanno diventare marroni, le buccie delle cipolle rosse le fanno diventare rosse, e foglie d'erba per colorarle di verde. Riguardo le foglie l'erba, ho usato quelle che qui chiamiamo lingue di vacca, però con scarsi risultati, boh. Sarà per l'anno prossimo.

Ah, poi stanotte il mio cane ha avuto un incontro ravvicinato con un topo campagnolo di circa 30 centimetri. Questi graziosi animaletti si sono fatti furbi, e di nascosto vanno a sfamarsi nelle ciotole dei cani, e questo li rende belli grossi e panciuti. Quando però i cani se ne accorgono, per quel topo il pasto che sta consumando diventa l'ultimo. Tuttavia il topo di stanotte oltre ad essere bello grosso era piuttosto tenace nella lotta è riuscito a mordere il mio cane, che comunque ha avuto la meglio. Solitamente si tengono i gatti per questo lavoro, ma con i topi che girano per quella valle un cane è più appropriato direi.



 
mercoledì, aprile 07, 2004
Stanotte in montagna ha nevicato, questo significa freddo per le colline sottostanti, tutti si lamentano che la stagione è in ritardo, ma credo ci siamo abituati troppo bene negli anni passati.

Decine di anni fa il tempo non era così clemente come oggi. Negli anni passati, diversi contadini hanno seminato il granturco al dieci di aprile. Una volta prima di San Liberale (il 25 aprile), non ci si pensava nemmeno a fare queste cose.



 
martedì, aprile 06, 2004
Piove (tanto per cambiare), domenica è pasqua, e il cuculo non si è ancora fatto sentire.

La tradizione dice che se non arriva per pasqua significa che è morto e bisognerà aspettare un nuovo cuculo. Però sfido a trovare una persona che è andato a verificare che il nuovo cuculo arrivato dopo pasqua non è quello di prima :).

Stasera lavo e ungo il formaggio. Infatti le forme ogni 15/20 giorni andrebbero pulite grattando via eventuali muffe createsi sopra la scorza, lavate con il siero (in mancanza di questo, si può usare acqua e sale tiepidi). Il giorno dopo ungere la forma con olio d'oliva. Questo permette di mantenere morbida e protetta la scorza.



 
lunedì, aprile 05, 2004
Lunedi uggioso e piovoso qui. Fortunatamente sabato notte non ha piovuto. Tuttavia il bilancio di questa "zingarata", come le chiamavano i compagni di amici miei, non è stata proprio positiva: tanta fatica, tanto correre per poi portare ben poco in chiesa, vabbè così è andata.
Gli unici episodi degni di nota sono lo scontro del sottoscritto contro una vigna inseguito da un cane, l'incontro inaspettato di una volpe che si stava portando via una gallina da un pollaio, fuga in macchina in mezzo ai campi con a bordo dei balconi, pensando di essere inseguito dal legittimo proprietario (invece era un nostro amico).

Sul lato agricolo invece ho finalemente seminato i piselli e le patate (monnalisa, desiree e un'altra varietà il cui nome è così strano che non lo ricordo).
Le cipolle invece dovranno aspettare che la luna inizi a calare, così come le rape rosse. Non vedo l'ora di poter cucinare il borsch con quest'ultime. Forse seminerò anche il basilico vedremo.

Faccio ora il necrologio per un ciliegio a casa dei miei genitori, che hanno voluto a tutti i costi potare. Bhe potare è un pò un eufemismo, visto che il fusto è stato tagliato a metà altezza. Comunque, il ciliegio è una pianta abbastanza suscettibile per quanto riguarda le potature, che devono essere leggere ed essere iniziate quando la pianta è giovane. Questo ciliegio, che avrà quasi ventanni, ora è destinato a morire, e prima di averne uno uguale devono passare altri ventanni. Non le sopporto queste cose!



 
venerdì, aprile 02, 2004
Ecco qui la foto dei sciopet. Secondo me sono troppo vicini all'obbiettivo, ma mia moglie ha detto che è bella.

Ma passiamo oltre. Domani è la notte della palme. Nel paese dove vivo c'è una tradizione, che in tale notte si va a portei, che tradotto letteralmente significa andare a cancelli. Un tempo, durante tale notte le persone con un pò di senso goliardico (giovani e meno giovani), andavo per case, "recuperando" cariole, carretti, scale, cancelli etc. etc, e le portavano nel sagrato della chiesa, per poi il giorno dopo essere recuperate dai legittimi proprietari.

Ovviamente oggi giorno tale attività è diventata più difficile: scale per salire sui fienili non ce ne sono più (non esistono nemmeno più i fienili), i carretti sono stati sostituti da trattori e macchine, i cancelli sono in ferro e ben saldati ai pilastri. Inoltre in paese sono venute ad abitare persone che non conoscono conoscono tale tradizione, le quali non esitano a chiamare carabinieri o polizia.
Nonostante tutte queste avversità, qualche mio amico ed io, ogni anno ci troviamo per passare una notte diversa e farsi quattro risate.



 
giovedì, aprile 01, 2004
Primo post, non ho ancora l'immagine definitiva per gli sfondi, ma con il tempo nuvoloso che fa qui non si riesce a fare una foto decente. Vabbè, l'aspetto estetico migliorerà con il tempo.

Allora vediamo, l'altro ieri si è finalmente aperta la stagione di semina: ho trapiantato dieci piantine di capuccio (in realtà a gennaio avevo già seminato l'insalata che fra poco sarà pronta, ma questa parentesi non fa testo).

Speriamo che il tempo regga, visto che pure le patate, i piselli e le cipolle stanno aspettando di essere seminate. Solitamente le patate le piantavo intorno a San Giuseppe, ma quest'anno qui ha piovuto e nevicato fino alla settimana scorsa, e la terrà non è asciutta per poter essere lavorata.

L'altro ieri ho poi raccolto un pò d'erbe selvatiche:  radicee (comunemente note come Tarasacco, facente parte della famiglia dei Taraxacum) che con un pò di cipolla rosolata e cucinati a fuoco basso in tegame sono deliziosi.
Poi mi sono preparato un risottino con sciopet o taiadee dea madonna (comunemente noti come stridoli e facenti parte della famiglia delle Sileni). Il loro gusto è molto simile a quello degli spinaci, ma più delicato. Ovviamente mia moglie non l'ha voluto assaggiare, avendo paura di avvelenarsi...non sa cosa si è persa.



 
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